Lo scorso 3 dicembre, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto la la settima edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues, evento annuale promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’istituto di ricerca ISPI

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Il Presidente del Consiglio Mario Draghi

La conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues ha come obiettivo mettere a punto “un’agenda positiva” per il Mediterraneo, ripartendo dal multilateralismo come strategia per la soluzione dei conflitti.

Questo incontro è l’occasione per rafforzare la cooperazione regionale in un’area da sempre fondamentale per il nostro Paese. Il Mediterraneo non è soltanto un mare o, come si diceva un tempo, un’espressione geografica. Oggi, come in passato, è un insieme di legami, sociali, economici, culturali” ha spiegato Draghi. “Il Mediterraneo è un crocevia del mondo.” 

L’intervento del Presidente del Consiglio ha ripercorso l’impegno italiano nella regione del Mediterraneo allargato, dal Sahel, al Libano, ai rapporti con Iran e paesi del Golfo.

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Mario Draghi ha rivolto particolare attenzione alla Libia, chiedendo che le elezioni presidenziali previste per il 24 dicembre “siano libere, eque, credibili e inclusive“, ha parlato della necessità di “un maggiore coinvolgimento di tutti i Paesi europei, anche nel Mediterraneo” sul tema delle migrazioni, sottolineando come i flussi legali di migranti siano “una risorsa e non una minaccia per le nostre società” e ha toccato il tema della transizione verde, lanciando la proposta di “una politica energetica condivisa.”

Il Presidente, infine, ha chiuso il suo intervento con un appello: “la collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo non può limitarsi ai rapporti bilaterali, né esaurirsi nella gestione delle crisi. Deve, piuttosto, svilupparsi in una prospettiva di crescita sostenibile, condivisa e di lungo termine. Per rafforzare ulteriormente i legami economici e sociali che ci uniscono, e per affrontare al meglio le sfide che abbiamo davanti.