Il gruppo Calzedonia amplia la sua produzione e punta sulla Tunisia. La società veronese del fashion retail ha intenzione di avviare un polo industriale nel paese nordafricano, partendo dalla creazione di due nuovi stabilimenti.

Tunisia: l'incontro tra il ministro dell'Economia e la delegazione di Calzedonia
Tunisia: l’incontro tra il ministro dell’Economia e la delegazione di Calzedonia

La notizia è stata resa nota dall’ufficio di Tunisi dell’Agenzia ICE, che cita un comunicato stampa del ministero dell’Economia tunisino, ed è stata ripresa dal giornalista Nicola Brillo sul portale NordestEconomia.

Secondo il comunicato, il ministro dell’Economia della Tunisia, Samir Saïed, ha ricevuto, nei giorni scorsi Marco Carletto, amministratore delegato del gruppo Calzedonia. L’incontro è stato facilitato dalla Camera Tuniso-Italiana di Commercio e Industria (Ctici).

Saïed e Carletto hanno discusso l’intenzione del gruppo Calzedonia di realizzare un polo industriale in Tunisia. Inizialmente, il gruppo italiano installerà due fabbriche a Zibra (Zagouane) e Sahline (Monastir), con la conseguente creazione di circa 900 posti di lavoro.

Lavoratrice del tessile in Tunisia
Lavoratrice del tessile in Tunisia

«Il Ministro, in questa occasione, – riporta la rivista tunisina in lingua francese L’Economiste Maghrébin – ha sottolineato l’importanza della cooperazione tunisino-italiana in tutti i settori e di questo progetto in particolare che creerà ulteriori posti di lavoro e rilancerà l’attività economica in molte regioni e delegazioni, affermando la volontà del suo dipartimento di sostenere l’azienda italiana nell’installazione delle sue unità il prima possibile».

Il gruppo italiano Calzedonia, che include anche marchi come Intimissimi e Tezenis, occupa circa 40.000 lavoratori in tutto il mondo e conta più di 5.500 negozi in 53 paesi.

La Tunisia ha sempre presentato caratteristiche ideali per gli investitori italiani, grazie alla vicinanza geografica, ad una normativa locale per favorire gli investimenti e dal costo molto competitivo dei fattori di produzione.

Il paese rappresenta una vera e propria porta verso l’Africa per le imprese italiane che guardano ai mercati del Maghreb, dell’Africa subsahariana e del Golfo.

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Tra i vantaggi che il paese offre vi è l’ampia disponibilità di manodopera qualificata e la presenza di filiere produttive competitive ad alto valore aggiunto (in particolare in settori come tessile, aeronautico, auto motive, energie rinnovabili e telecomunicazioni). Non stupisce quindi che la presenza economica italiana sia ben strutturata, con circa 800 società che impiegano 68mila lavoratori.

A livello commerciale, l’Italia è il secondo partner della Tunisia, con interscambio bilaterale nel 2020 attorno ai 4,5 miliardi di euro. In particolare, l’Italia è il secondo cliente e il primo fornitore della Tunisia, con una quota export del 13,4 % a novembre 2021. La prima voce dell’import italiano dalla Tunisia è costituita proprio da prodotti tessili, abbigliamento  e accessori, che compongono circa il 30% dell’import totale.