Cooperazione allo sviluppo partendo dalle scuole in Sud Sudan: è questo l’obiettivo del progettoNa Amashi Le Madersha”, portato avanti dal Collegio del Mondo Unito di Duino Aurisina, in Friuli-Venezia Giulia.

Progetto di cooperazione italiana a Mundri, in Sud Sudan
Progetto di cooperazione italiana a Mundri, in Sud Sudan

Il progetto, avviato a inizio 2021 grazie ad un finanziamento della Regione Friuli, aveva come obiettivo contribuire al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie e di salute della comunità della Mundri West County, in Sud Sudan.

Con il progetto, il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, parte di una rete internazionale di scuole che ha lo scopo di promuovere la pace e la cooperazione internazionale, conferma la sua ventennale vocazione nel campo del volontariato sociale, portata avanti con attività che mirano a promuovere una crescita inclusiva e sostenibile, e ad incoraggiare gli studenti, una volta concluso il proprio percorso educativo presso il Collegio, a diventare attori di un cambiamento sociale positivo proprio a partire dalle rispettive comunità̀ di origine.

Caratteristica del progetto, l’utilizzo di molteplici metodologie da parte di un team internazionale e multiculturale.  In primo luogo, è stato realizzato uno studio ingegneristico che ha permesso di affrontare dal punto di vista pratico il problema dell’approvvigionamento dell’acqua. A questo è seguita un’indagine sociologica che ha approfondito tradizioni e cultura locale e ha indagato i problemi degli adolescenti locali, al fine di permettere una formazione specifica dei docenti e degli studenti parte del progetto.

Popolazione locale in Sud Sudan
Popolazione locale in Sud Sudan

Obiettivo ulteriore del progetto è stato quello di contribuire in modo significativo al raggiungimento di tre Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030: Obiettivo 3 – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età; Obiettivo 4 – Fornire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva; Obiettivo 6 – Garantire a tutti la disponibilità e la gestione.

Le attività svolte hanno, infatti, contribuito a dotare una scuola in Sud Sudan di una fonte di approvvigionamento idrico sicuro, favorendo buone prassi sull’utilizzo dell’acqua e la corretta adozione di misure igienico sanitarie – anche al fine di ridurre il rischio di contagio da Covid-19. In parallelo, è stato fornito un supporto psicologico a giovani in età adolescenziale con particolare riguardo all’educazione sessuale, un tema oggetto di un forte tabu nel paese, con conseguenze che ricadono spesso sui più giovani.

 “La filosofia su cui l’Istituzione del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico basa il percorso educativo – ha dichiarato Cristina Ravaglia, già Ambasciatrice e ora Presidente dello UWC Adriatic – è finalizzata ad aiutare i giovani ad ampliare i propri orizzonti, accogliendoli in una comunità multiculturale e caratterizzata da una grande diversità. Si tratta di un’esperienza unica per gli studenti che la frequentano, concludendo così l’ultimo biennio delle scuole superiori in un contesto internazionale, di confronto e che favorisce lo sviluppo delle loro abilità interpersonali, prime fra tutte l’empatia e la compassione”.

Alcuni degli studenti coinvolti nel progetto
Alcuni degli studenti coinvolti nel progetto

L’iniziativa ha visto la partecipazione di studenti e insegnanti, dall’Italia e dal Sud Sudan: sette studentesse dell’UWC che hanno partecipato al progetto in remoto dall’Italia, 49 giovani (33 ragazze e 16 ragazzi) che sono stati formati sull’utilizzo dell’acqua e sulla prevenzione delle malattie in Sud Sudan, una persona formata a Mundri per essere da sostegno in loco a ragazze e ragazzi, nove insegnanti coinvolti. Inoltre, ha preso parte alle attività anche un ex studente dell’UWC Adriatic, proveniente proprio da Mundri, ora docente in Canada, Justine Tata.

Dopo la conclusione di “Na Amaschi Le Madersha”, grazie a un ulteriore finanziamento della Regione FVG sempre nell’ambito della Cooperazione internazionale, nel 2022 prenderà avvio un nuovo progetto per lo sviluppo dell’imprenditoria della comunità di Mundri che prevede il recupero di antiche tradizioni locali per la produzione del sapone, attraverso l’utilizzo della cenere e le noci di karitè.