La scorsa settimana ha portato diverse novità positive per il settore dello spazio italiano. Innanzitutto, la città di Milano è stata selezionata per ospitare la 75ma edizione dell’International Astronautical Congress (IAC), che si terrà nel 2024. Lo ha annunciato il comitato promotore della candidatura milanese, costituito dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica, in rappresentanza del mondo accademico, e da Leonardo per l’industria dello spazio italiana. 

Spazio: a delegazione italiana al 72° International Astronautical Congress di Dubai
La delegazione italiana dello spazio al 72° International Astronautical Congress di Dubai

Lo IAC, il più importante congresso mondiale del settore spaziale, è organizzato ogni anno dalla Federazione Astronautica Internazionale (IAF), che comprende ad oggi 73 Paesi membri.  

Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha commentato così la scelta di Milano: “il percorso di vari mesi che ci ha portato a questa prestigiosa vittoria è stato un bellissimo esempio di come il sistema Italia funzioni con grande efficacia nel settore spaziale. Il Comitato di selezione ha premiato la rigorosità ed accuratezza della nostra candidatura, riconoscendo indirettamente la leadership italiana nell’attuale scenario spaziale internazionale.” 

Lo slogan scelto da Milano per lo IAC75 è “Responsible Space for Sustainability”, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale su un uso più consapevole e responsabile dell’ambiente spaziale.  

Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. ©asknews
Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. ©asknews

Milano ha battuto una concorrenza agguerrita da parte di città come Budapest, San Paolo, Siviglia e Adelaide, venendo selezionata dall’Assemblea Generale dell’IAF, riunita in questi giorni a Dubai per la 72ma edizione dello IAC.  

Il congresso di Dubai ha inoltre dato modo alla delegazione dell’ASI, guidata dallo stesso Saccoccia, di rinsaldare i rapporti con altre agenzie spaziali e di siglare nuovi accordi bilaterali. Risultato, oltre a incontri con la Nasa e le agenzie spaziali di Messico e Lussemburgo, la firma di un importante protocollo d’intesa con l’Agenzia spaziale canadese (CSA), con lo scopo “di fornire un quadro di riferimento per le attività di cooperazione bilaterale e facilitare lo scambio di informazioni e la promozione di attività ed iniziative congiunte”. A questo si aggiunge l’accordo siglato con la prestigiosa International Space University, che permetterà di selezionare e finanziare, tramite borse di studio, sei candidati italiani che prenderanno parte ai programmi dell’università. 

Lo IAC di Dubai chiude così un 2021 estremamente positivo per il settore italiano dello spazio, ricco di risultati positivi e anche di nomine di prestigio, come quella di Simonetta Cheli, scelta dall’Agenzia spaziale europea (ESA) per dirigere i Programmi di Osservazione della Terra gestiti dal centro Esrin di Frascati. 

Simonetta Cheli, nuova direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell'ESA
Simonetta Cheli, nuova direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA

Lo sguardo è ora al futuro, come racconta Saccoccia alla giornalista di askanews Luciana Papa: “presto partiranno una serie di attività grazie al finanziamento di 2 mld di euro arrivato di recente dal Comint, il Comitato interministeriale per lo spazio. A queste poi si aggiungeranno le importanti risorse del PNRR di cui ora stiamo definendo in dettaglio con il governo i contenuti e le procedure”.  

Come raccontavamo qui, l’economia dello spazio italiana è un settore forte e in crescita, caratterizzato dalla presenza di player di prima fascia che presidiano tutta la filiera di settore, facendosi notare per qualità e capacità innovative. L’obiettivo che ASI si pone per il prossimo anno è dunque quello di sfruttare questo momento positivo per “dare il via a un importante salto di capacità del sistema spaziale italiano, sia in termini quantitativi – degli operatori, della forza lavoro – sia qualitativi, nel senso che da questi investimenti ci aspettiamo che aumenti la competenza, il know-how, i prodotti, le tecnologie che poi possiamo offrire in competizione con gli altri Paesi del mondo per nuovi progetti” conclude Saccoccia.