Eni e Snoc, la compagnia petrolifera dell’Emirato di Sharjah, hanno annunciato l’inizio della produzione di gas e condensati nel campo di Mahani. E’ il primo giacimento realizzato nell’emirato di Sharjah dopo gli anni ’80, come spiega la compagnia italiana Eni, diventato produttivo in meno di 2 anni dalla firma del contratto e a un anno dalla dichiarazione di scoperta.

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Firma dell’accordo a Sharjah tra Eni e Snoc.

“L’inizio della produzione è stato raggiunto in meno di due anni dalla firma del contratto petrolifero e in meno di un anno dalla dichiarazione di scoperta grazie alla fruttuosa e continua collaborazione con Snoc – ha commentato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – questo è un importante risultato di cui entrambi dobbiamo essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali difficoltà logistico-operative affrontate durante l’anno in corso a causa della pandemia Covid-19. L’esplorazione in Sharjah era considerata finita alla fine dagli anni ‘80. Invece, insieme a Snoc, abbiamo dimostrato che usando tecnologia allo stato dell’arte e competenze di alto livello, anche aree considerate ‘mature’ possono rivelare nuove potenzialità”. 

Secondo il Gruppo italiano, è il “primo passo verso la piena valutazione della scoperta a gas e condensati di Mahani annunciata lo scorso gennaio”. Le stime per il giacimento sono di “significativi volumi di risorse di gas e condensato associato”. Eni detiene il 50% di interesse partecipativo nella concessione denominata ‘Area B’, dove Snoc è operatore al 50%.
L’Area è stata acquisita da Eni attraverso una gara nel gennaio del 2019.

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La presenza di Eni nell’area del Medio Oriente si è rafforzata negli ultimi due anni. Eni detiene infatti negli Emirati Arabi Uniti un totale di circa 23.000 chilometri quadrati di aree esplorative, comprendenti le aree onshore di Sharjah e quelle offshore di Abu Dhabi e Ras Al Khaimah.

Eni è presente in Abu Dhabi dal 2018 dove detiene tre concessioni di sviluppo e produzione e tre concessioni esplorative offshore.