Qualche settimana fa, in questo articolo, avevamo raccontato la storia di Golositalia, un poliedrico locale italiano che negli anni è diventato il punto di ritrovo della comunità italiana a Dubai, grazie ad un’atmosfera da classico bar italiano e ad un’offerta ampia di prodotti italiani genuini e di qualità, dal caffè, alla pizza, ai dolci tipici siciliani. Oggi INDiplomacy intervista il fondatore di Golositalia Sebastiano Maio, intraprendente pasticcere che ha saputo, con inventiva e coraggio, esportare con successo la cultura gastronomica italiana all’estero.

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Poche settimane fa Golositalia, realtà gastronomica nota tra la comunità italiana di Dubai e da lei fondata, ha compiuto 8 anni di attività. Ci racconta i passaggi più significativi di questa importante esperienza fuori dall’Italia? 

Innanzitutto, buongiorno a tutti i lettori di INDiplomacy! Sì, circa 9 anni fa, nell’ottobre del 2011, stavo vagliando l’idea di andare via dalla Sicilia. Avevo voglia di provare un’avventura all’estero. Dal momento che vedevo che il prodotto siciliano piaceva a tutti i turisti, mi sono posto la domanda: “perché non portarlo direttamente a casa dei turisti?”. Così ho deciso di andare a Dubai, una vacanza di una decina di giorni per guardarmi intorno e cercare di capire se potesse essere una buona idea avviarvi un’attività.

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Golositalia e il suo fondatore, Sebastiano Maio

Le impressioni iniziali sono state subito molto positive. Durante l’ultimo giorno a Dubai, prima del ritorno in Italia, avevo un incontro proprio vicino all’attuale prima sede (delle 3 esistenti) di Golositalia. È stato un colpo di fulmine. Dopo il meeting, ho deciso che Dubai poteva diventare “casa”.  Quando ho comunicato la decisione ai miei famigliari, mi hanno dato del matto. Ad aprile 2012 però è avvenuto l’effettivo trasferimento negli Emirati Arabi. Da qui un lungo periodo di attesa, ma finalmente il 5 maggio 2013 Golositalia ha aperto (la scelta del 5 maggio non è casuale, per chi segue il calcio e come me ha una passione per la Juventus, sarà facile da capire).  

L’avventura è cominciata un po’ in sordina, le cose non sono andate benissimo da subito. Diversamente che in Europa, qui quando apre una nuova attività le persone non ne sono attratte, sono diffidenti. Il primo anno dunque è trascorso nell’insicurezza se andare avanti o mollare tutto e tornare in Italia. La primavera successiva, però, ho deciso di cambiare, di non restare fermo all’idea della pasticceria siciliana soltanto e di ampliare invece l’offerta.

Ho chiuso l’attività nel periodo estivo e a settembre sono ripartito con un “nuovo” Golositalia, un logo più leggibile e semplice e appunto un ampliamento dell’offerta, con un menu da ristorazione completo. In seguito, ho aggiunto anche la pizza. Da quel momento in poi Golositalia ha cominciato a crescere in modo costante, fino ad arrivare ad essere un punto di incontro della comunità italiana a Dubai, ma anche un brand riconosciuto da molti stranieri, che ne hanno fatto il loro posto italiano preferito.

Perché avete scelto Dubai per avviare Golositalia e quali sono state le maggiori difficoltà? 

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Abbiamo scelto Dubai un po’ per caso. Ne avevo sentito parlare da un’amica di mia sorella, che ci si era trasferita da poco trovandosi molto bene. Da lì la decisione di fare una vacanza “interessata”.

La prima difficoltà che ho affrontato è stata la lingua inglese, visto che il mio livello era appena sufficiente. Una volta aperto Golositalia la difficoltà maggiore è stata quella di far capire ai clienti i nostri prodotti: la granita siciliana o il panettone artigianale non sono così noti all’estero. Oggi, uno dei momenti più belli durante il lavoro è quando un cliente entra nel negozio con la foto della granita e della brioche siciliana (quella con il tuppo per intenderci) e mi dice: “I want this one”, voglio questo.

L’idea di ricreare l’atmosfera del classico bar italiano a Dubai nel vostro caso è stata vincente, perché? 

Potrei rispondere con un’altra domanda: quando uscite a mangiare, preferite un posto lussuoso che costa molto caro e propone prodotti di qualità media, o un posto più alla mano ma con un ottimo rapporto qualità prezzo?

Quando sono arrivato a Dubai la prima volta, ho visto che di lusso in città ce n’è parecchio. Mi sono detto che il mio obiettivo era avere una clientela fissa, tipica del “bar sotto casa”, e siccome io mi sento una persona molto semplice, proprio da “bar sotto casa”, ho pensato che la questa fosse la scelta migliore per Golositalia, e la scelta che forse si addiceva più a me. È stata una scelta vincente perché pur optando per una location semplice abbiamo investito sulla qualità del prodotto, abbinata ad un prezzo giusto. E poi alla fine, parliamoci chiaro, i posti lussuosi piacciono a tutti, ma se si va a mangiare il cibo rimane il protagonista principale.

Golositalia offre anche servizi di catering negli Emirati Arabi: cosa è più richiesto della cucina italiana dagli emiratini e dalla comunità internazionale che vive a Dubai?

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Sebastiano Maio con il cuoco, pizzaiolo e manager di Golositalia Alessio Alioto

Di solito, quando le persone si ad un catering italiano lo fanno con molta fiducia: la cucina italiana è molto rispettata all’estero, e quindi spesso i clienti si affidano a noi completamente. In genere i prodotti più richiesti sono lasagne, parmigiana di melanzane, arancini siciliani, e la nostra super pizza in teglia, che viene preparata dal nostro chef, maestro pizzaiolo e anche manager Alessio Alioto. Ci tengo a sottolineare che Alessio è due volte campione del mondo di pizza piccante: insomma, uno che sa il fatto suo.

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Parliamo del mese di Ramadan: il vostro menu ha per caso subito qualche cambiamento?

Non particolarmente. Il menu è sempre rimasto uguale. La cosa che è cambiata in questo 2021 è che mentre fino allo scorso anno nel mese di Ramadan dovevamo mettere delle tende alle finestre del locale per evitare che i clienti fossero visibili da fuori mentre mangiavano, da quest’ anno le tende non sono più necessarie.  È rimasto invece il divieto di servire nei tavoli fuori.

Cosa si sente di dire ai tanti giovani italiani che iniziano a pensare seriamente di trasferirsi a Dubai per realizzare i loro sogni?

La cosa che mi viene da dire in generale ai giovani è: studiate e specializzatevi. Qualsiasi sia il mestiere che avete in mente di fare, impegnatevi al cento per cento per diventare i migliori, altrimenti rimanete un numero. Questo è quello che spiegherò alle mie figlie appena cresceranno: non è importante cosa volete fare, l’importante è impegnarsi e diventare bravi.

Nello specifico ai ragazzi italiani direi: studiate bene le lingue, imparate e poi presentatevi all’estero da specializzati. A quel punto, con più o meno difficoltà, troverete la vostra strada. Questo è un paese in cui la meritocrazia esiste. Se volete partire dall’Italia per cercare fortuna senza specializzazioni e un piano preciso, Dubai non è la meta che mi sento di consigliare.

Lei è sempre rimasto ancorato all’Italia. Ha nostalgia dell’Italia, pensa che un giorno potrebbe tornarci?

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Ho nostalgia di casa, ogni tanto, più che dell’Italia in sé. Mi mancano delle sensazioni, dei momenti, delle emozioni. Io sono e mi sento italiano al 100%, ma ritengo che oggi vivere in Italia non sia proprio il massimo. Per me l’Italia è la nazione più bella del mondo, da nord a sud, abbiamo arte storia cultura e siamo anche fortunati per quanto riguarda il clima e la posizione geografica, ma seguendo le vicende del paese dall’estero e quindi con forse un occhio più obiettivo, posso dire che tornare a viverci al momento non è tra le mie priorità.

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