Il Museo Egizio di Torino, il secondo più importante dopo il Cairo, non si ferma nonostante le limitazione a causa della pandemia. Mentre sono in corso i preparativi per l’allestimento della nuova sede, proseguono le iniziative internazionali in collaborazione con altri musei attraverso l’esposizione di mostre itineranti in Brasile, Finlandia ed Estonia.
Si è infatti appena conclusa, riscuotendo un grandissimo successo, la mostra ospitata a San Paolo “Egito Antigo. Do cotidiano à eternidade”. L’iniziativa ha riscosso un enorme successo con la presenza di oltre 200mila visitatori e 465mila utenti che hanno potuto visitare l’esposizione online grazie al virtual tour.

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Un secondo evento internazionale, promosso dal Museo Egizio, si è svolto a Helsinki presso il museo Amos Rex e a Tallin presso il Kumu Art Museum con l’esposizione della mostra “Egypt’s Glory”, che riaprirà il 18 gennaio.

“L’impegno che il Museo mette per rendere disponibile la propria collezione e farla conoscere è più che mai grande, con una ricca offerta di contenuti innovativi e sempre nuovi. In questo contesto le mostre itineranti rappresentano per noi uno strumento importantissimo” spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio.

“Anche se il portone di via Accademia delle Scienze è temporaneamente chiuso – aggiunge Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio – il Museo non si ferma mai. Le sfide che stiamo affrontando sono molte e complesse, ma il percorso di internazionalizzazione e diffusione della cultura egizia che stiamo conducendo da anni prosegue, grazie anche alla piena sintonia con i nostri partner locali, il Ministero dei beni culturali e la Soprintendenza torinese”.

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