di Mara Di Fuccia

Il Mediterraneo evoca la fluidità di storie, genti e culture in continua trasformazione. Il mare è un luogo storico pronto ad interpellare la modernità e il progresso, in cui i suoni evadono dalle costrizioni dell’egemonia, navigano senza appartenenza e si mescolano gli uni agli altri. Se è vero che ogni stile musicale è collegato ad una specifica area geografica, è vero anche che, a seguito delle interazioni fra culture diverse, ogni genere ha influenzato ed è stato influenzato da un altro e il Mediterraneo ne è un esempio.

Mediterraneo
Strumenti tradizionali della musica araba

Nel Mediterraneo le musiche vengono rielaborate e risuonate in base ad esigenze diverse. Oggi, ad esempio, la ribellione e la rivolta nel Nord Africa e nel Medio Oriente – da Casablanca al Cairo, da Tunisi a Teheran – parlano attraverso il suono, senza però limitarsi ad imitare la loro ispirazione euroamericana, ma introducendo i propri arrangiamenti culturali, espandendo così le traiettorie molteplici delle origini musicali. Si potrebbe sostenere che le diversità evidenziate dalla storia ufficiale vengono negate dalle eguaglianze musicali che hanno, da sempre, navigato il Mediterraneo: alcuni contributi dal Vicino Oriente sono stati trasmessi nell’Europa meridionale e settentrionale.

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I Dounia durante una loro esibizione

Guardando nello specifico ai gruppi italiani, nel 1996 nascono i Dounia: un intreccio di musicisti italiani e palestinesi che uniscono suoni acustici a suoni di tradizione popolare, che si esprimono in un linguaggio che fonde arabo e siciliano. Il gruppo ha partecipato con successo a numerosi festival nazionali ed internazionali, come il Womad 2001 a Reading in Inghilterra, il 2° World Music Festival di Belo Horizonte in Brasile ed il Womad 2000 a Palermo.

Radiodervish
Nabil Salman accompagnato da Michele Lobaccaro

Nel 1997, invece, dall’unione artistica tra Michele Lobaccaro e l’italo-palestinese Nabil Salamah, nascono a Bari i Radiodervish, che affiancano nello loro produzione italiano, arabo e inglese con tonalità e ritmi sia di tradizione orientale che occidentale. Famosissima è la loro versione di Tu si na cosa grande” di Domenico Modugno, in cui l’arabo si unisce al napoletano.

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Zucchero si esibisce con il cantante algerino Cheb Mami

Quando si parla di musica italiana che si fonde a quella araba, non si può non far riferimento alla collaborazione tra Zucchero e il cantante algerino Cheb Mami per il singolo “Così Celeste” in cui i vocalizzi arabi rendono giustizia alla dolce melodia della canzone di esito mondiale.

In un mondo in cui “questo” si oppone a “quello”, scrivere è un modo di lasciare una traccia di eguaglianza. La musica punta altrove, oltre i margini della sua presunta posizione culturale e costituisce uno dei linguaggi che registra le nostre storie: esplorarla implica domande sulla nostra cultura e sulla nostra identità. Dagli aspetti musicali che si intrecciano tra le varie culture è evidente come il Mediterraneo dell’“altro” non sia poi tanto lontano dal “nostro”.