Raggiungere il 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 e diventare un punto di riferimento nel Golfo per la transizione energetica: sono questi gli obiettivi dell’Oman, che da anni investe in energia pulita.  

Oman: la capitale Mascate

Il Sultanato persegue una politica molto determinata verso un superamento dell’economia basata sugli idrocarburi, nel quadro del piano di trasformazione economica e sociale Vision 2040, con cui punta a diversificare la propria economia e rafforzare il settore privato. 

Nel quadro della transizione energetica, l’Oman ha iniziato un percorso di approfondimento delle opportunità offerte dalla produzione di idrogeno verde.  

Di recente, il Ministero dell’Energia omanita ha lanciato l’Oman Green Hydrogen Alliance, al fine di promuovere avviare lo sviluppo dell’industria dell’idrogeno nel Sultanato. Nell’ambito di questa iniziativa, dal 29 novembre al 2 dicembre 2021 Mascate ospiterà il Green Hydrogen Summit, piattaforma per approfondire con i partner internazionali le opportunità di investimento nel settore. 

Lo sviluppo dell’industria dell’idrogeno offre interessanti opportunità di collaborazione tra Oman e Italia. Per questo motivo il mese scorso l’Ambasciata d’Italia a Mascate ha organizzato un webinar di presentazione delle industrie italiane impegnate nello sviluppo del settore dell’idrogeno verde e delle rinnovabili, a cui hanno preso parte l’Ambasciatrice Federica Favi, il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano e il Sottosegretario all’Energia omanita, Salim Al Aufi

Il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano
Il Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano

L’incontro ha consentito a 7 aziende italiane – ENI, SAIPEM, Maire Tecnimont, SNAM, Magaldi, Ansaldo Energia e Prysmian – di promuovere nel Sultanato le eccellenze tecnologiche del nostro Paese ed esplorare possibili forme di collaborazione. Per favorire ulteriori contatti è stata concordata l’istituzione di un gruppo di lavoro bilaterale pubblico-privato su idrogeno e rinnovabili per sviluppare opportunità d’affari, investimenti e ricerca. 

 “L’Italia è in prima linea, anche in vista della COP26, nella promozione di collaborazioni internazionali per la riduzione delle emissioni e la ricerca di fonti di approvvigionamento energetico alternative – ha affermato Di Stefano – e in questo senso può rappresentare un importante fornitore di tecnologie innovative per l’Oman. Grazie ad un’ampia e continua disponibilità di fonti solari ed eoliche, una consolidata industria di produzione ed esportazione di energia, una posizione geografica strategica con accesso a porti e rotte mercantili di importanza mondale e la vicinanza ai principali mercati internazionali, l’Oman costituisce una piattaforma di crescente interesse per l’industria dell’idrogeno e per le energie rinnovabili.” 

 Come ha ricordato l’Ambasciatrice Favi, grazie alle riforme legate a Vision 2040, “il Sultanato costituisce una destinazione di crescente interesse per gli operatori italiani, soprattutto in settori connessi con la transizione ecologica.”  

L'ambasciatrice d'Italia in Oman, Federica Favi
L’ambasciatrice d’Italia in Oman, Federica Favi

Il Sottosegretario omanita Salim al-Aufi ha sottolineato la positiva collaborazione già in corso con le imprese italiane in ambito energetico, auspicando la possibilità di nuove iniziative e di investimenti. 

 Il dibattito, che ha visto la partecipazione anche del responsabile per le nuove tecnologie e la ricerca del Ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Raimondi, ha permesso anche uno scambio tra i due Paesi sulle rispettive politiche energetiche nazionali. Lo spazio per la cooperazione tra due paesi che, nonostante le apparenze, hanno molto in comunedalla struttura economica, alla posizione di crocevia tra regioni diverse, ad una cultura millenaria legata al mare, è ampio.