La Presidente della Commissione Esteri del Senato, Stefania Craxi, si è recata lo scorso 19 luglio a Rabat, in Marocco, su mandato della Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

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La Sen. Craxi ha preso parte al “Seminario di sostegno alla Camera dei Consiglieri del Regno del Marocco”, un’iniziativa che si inserisce nel quadro del più ampio gemellaggio amministrativo tra il Senato italiano con la Camera dei Consiglieri marocchina.

La Camera dei Consiglieri è la camera alta del Parlamento del Marocco, il corrispettivo del nostro Senato.

A margine dei lavori previsti nella mattinata odierna, Stefania Craxi ha incontrato il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione africana, Nasser Bourita, e i Presidenti della Camera dei Rappresentanti e della Camera dei Consiglieri, M. Rachib Talbi El Alami e M. Naam Miyara.

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L’iniziativa – ha commentato la Sen. Craxi, intervistata da Askanews – rappresenta un momento dall’alto profilo istituzionale per rinnovare il legame di amicizia con il popolo marocchino e rinsaldare i rapporti e la collaborazione tra Roma e Rabat. In questa prospettiva intendo non solo rinnovare il mio impegno per rafforzare il filone della diplomazia parlamentare, ma ribadire l’importanza di una fattiva cooperazione tra Italia e Marocco, realtà per noi strategica nella regione mediterranea non soltanto a livello nazionale ed europeo.

Quello con il Marocco – prosegue Craxi – è un rapporto significativo, anche in termini commerciali, che dobbiamo coltivare sapientemente nell’interesse comune e in funzione della costruzione di una Regione euro-mediterranea prospera e pacifica“.

La Senatrice ha infine concluso sottolineando come il Marocco sia “un Paese dalle grandi opportunità, dalle buone performance economiche, figlie di programmi infrastrutturali all’avanguardia e, soprattutto, di una importante stabilità politica, economica e sociale. Sono caratteristiche che lo rendono non solo un partner appetibile e affidabile, ma un prezioso interlocutore e alleato per la sicurezza e la stabilità regionale, come dimostra anche la recente opera diplomatica per l’apertura del valico di frontiera Allenby/Re Hussein, che collega la Giordania e la Cisgiordania“.