Il 15 febbraio scorso, il Future Food Institute e l’ufficio di Mumbai dell’ICE– Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – hanno presentato in un webinar una ricerca sulle opportunità del mercato indiano per le startup italiane provenienti da agritech, foodtech e industria 4.0.

Secondo il World Economic Forum, l’India diventerà entro il 2024 la terza potenza mondiale, un mercato con grande potenziale per gli investimenti italiani. Tra i due Paesi sono stati, infatti, siglati di recente diversi accordi in più settori con l’intento di rafforzare l’interscambio commerciale, che nel 2019 ha raggiunto i 9 miliardi di euro e che è cresciuto dal 1991 al 2011 di ben 12 volte.

L’Italia è il quinto partner commerciale dell’India tra i Paesi UE (dopo Germania, Belgio Regno Unito e Francia) e la ricerca mostra che ora, oltre ai settori strategici delle infrastrutture, delle energie rinnovabili e del comparto automobilistico, c’è spazio anche per il settore delle tecnologie alimentari.

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L’Ambasciatore Vincenzo De Luca

In occasione dell’ultimo vertice tra i due Paesi sono stati adottati una Dichiarazione Congiunta e un Piano d’Azione 2020-2025 che incardinano strumenti di promozione economica già avviati e definiscono linee nuove per la collaborazione bilaterale. In tale contesto, la promozione della nostra imprenditorialità più giovane, rappresentata dalle start-up, è molto importante” ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia in India, Vincenzo De Luca, nel corso della conferenza online.

Come emerso dalla ricerca, il sistema italiano ha quattro punti di forza su cui fare leva: il know how nell’ambito dell’industria di trasformazione e nell’industria dell’agritech; l’alto livello di formazione dei team che compongono le startup; la cultura alimentare vocata alla salute e allo star bene mediterraneo; la competenza nel CPG (Consumer Packaged Goods) e nella ricerca e sviluppo.

Per fare luce, inoltre, sull’innovazione tecnologica, sui macchinari e il know-how italiani, utili alla crescita dell’industria manifatturiera indiana, la Camera di Commercio Italiana, insieme con l’Ambasciata d’Italia, ha organizzato la conferenza online “Make in India with Italy”, tenutasi lo scorso 16 febbraio, in cui diversi esperti del settore si sono confrontati sulle opportunità di bussiness tra i due Paesi.

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MAKE in INDIA with ITALY – Italian Technologies, Machinery & Know-How for the Indian Manufacturing Growth

Grazie alla presenza dell’ICE nel paese, le startup italiane hanno l’opportunità di entrare in contatto con gli interlocutori locali utili per lo sviluppo delle startup stesse o per la loro internazionalizzazione nel subcontinente indiano. Con l’organizzazione del Global Startup Program, infatti, si è riusciti a coinvolgere oltre 250 aziende e 11 Paesi in India.

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Sara Rovesi, fondatrice e presidente del Future Food Institute

Come ricorda Sara Rovesi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, “Il sistema delle Istituzioni italiane in India è coeso, aperto, competente ed estremamente disponibile. Per noi imprenditori, quindi, rappresenta un aiuto concreto per approcciarsi a questo mercato […]”.