Draghi e Macron firmano a Roma il Trattato del Quirinale, che rafforza la cooperazione bilaterale su temi come difesa, economia e ambiente. Obiettivo, imparare a lavorare insieme, in un’ottica di maggiore integrazione europea e di autonomia strategica dell’Unione.


Da qualche giorno, Italia e Francia sono più vicine. Venerdì 26, al Quirinale, il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron hanno firmato il “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”, noto anche, appunto, come Trattato del Quirinale.

Italia-Francia: La firma del Trattato del Quirinale con Draghi, Macron, Mattarella, Di Maio e Le Drian
La firma del Trattato del Quirinale

La firma è avvenuta alla presenza del Presidente Sergio Mattarella e delle delegazioni italiana e francese, che includevano i Ministri degli Esteri Luigi Di Maio e Jean-Yves Le Drian. 

Della possibilità di firmare un accordo simile si era già parlato 4 anni fa, con il governo Gentiloni. Poi c’era stato il brusco raffreddamento delle relazioni durante il primo governo Conte. Ora, il Trattato del Quirinale sancisce definitivamente l’importanza di un rapporto che ha radici storiche e culturali profonde e che sarà cruciale nel definire il futuro dell’Unione Europea.  

Come ha spiegato infatti il Presidente del Consiglio Draghi, il Trattato del Quirinale “nasce dalla consapevolezza della profondità dei nostri legami. Rafforziamo la cooperazione tra i nostri due Stati, creiamo strumenti istituzionali per renderla più strutturale, valorizziamo al meglio le attività dei nostri cittadini e delle nostre imprese“.   

La Conferenza di Draghi e Macron dopo la firma del Trattato

Il senso più profondo di questo Trattato – ha concluso Draghi – è che la nostra sovranità, intesa come la nostra capacità di indirizzare il futuro come vogliamo noi, può rafforzarsi solo attraverso una gestione condivisa delle sfide comuni.” 

Il Presidente Emmanuel Macron ha spiegato che il Trattato del Quirinale rafforza “una visione geopolitica comune” tra i due paesi: “questa amicizia che viene da così lontano ci costringe a una disciplina nell’amicizia, quella di parlare molto e agire molto insieme“. 

Nello specifico, il Trattato del Quirinale mira a rafforzare la cooperazione bilaterale su una serie di dossier fondamentali per entrambi i paesi: dalla politica europea ed estera – con un’attenzione particolare al Mediterraneo e all’Africa – a difesa, economia, industria, spazio, transizione ecologica e digitale, cultura, giovani. Il tutto, nell’ottica di un rafforzamento dell’integrazione europea, soprattutto in vista di una maggiore autonomia strategica dell’Unione. 

Italia e Francia: la conferenza stampa di Draghi e Macron

Come spiega il giornalista Francesco Maselli nel numero di venerdì della sua newsletter Marat, dedicata alla politica francese, “il Trattato prevede 12 articoli molto densi, ed è accompagnato da un piano di lavoro di 19 pagine dove viene spiegato in che modo i due stati intendono mettere in pratica l’accordo”.  L’ispirazione è il Trattato dell’Eliseo tra Francia e Germania, firmato nel 1963 e rinnovato poi nel 2019 ad Aquisgrana.  

Vengono istituiti meccanismi di consultazione su base regolare sia a livello politico, sia tra alti funzionari, con l’obiettivo di rafforzare lo scambio di informazioni, raggiungere posizioni comuni prima dei vertici europei, ma soprattutto sviluppare una maggiore comprensione reciproca, un rapporto più stretto necessario a evitare le incomprensioni del passato. Come scrive ancora Maselli, Italia e Francia danno per scontato il fatto di conoscersi, “ma in realtà non è così. La sfida è provare a capirsi meglio, e contare di più in Europa e nel mondo”.  

Proprio a questo scopo, il Trattato prevede che almeno una volta ogni tre mesi, un ministro francese partecipi ad un consiglio dei ministri italiano, e viceversa. Un meccanismo che Francia e Germania hanno ormai consolidato e che sicuramente ha giocato un ruolo nella capacità dei due paesi di muoversi in modo coordinato su temi importanti. Infine, è previsto un vertice intergovernativo ogni anno. 

Italia e Francia: Draghi, Macron e Mattarella al Quirinale

Tra le altre novità istituite dal Trattato del Quirinale vi è un maggiore coordinamento sulla difesa e sull’industria, con particolare attenzione al settore aerospaziale; un meccanismo di formazione congiunta per i corpi diplomatici; la creazione di un servizio civile congiunto; una cooperazione transfrontaliera tra polizie; meccanismi di coordinazione su migrazioni, ambiente, istruzione e giustizia. 

In conclusione, il Trattato del Quirinale segna un rafforzamento importante delle relazioni bilaterali, in un momento di grandi movimenti politici in Europa. L’Italia vede riconosciuto il ruolo di interlocutore cruciale per il futuro dell’Unione: un’occasione importante per imparare ad incidere di più a livello europeo.