Di Daria Alexe

Negli scorsi giorni hanno avuto luogo una serie di incontri tra l’ambasciatore d’Italia in Iraq, Maurizio Greganti, ed i ministri iracheni della Giustizia, Salar Abdulsattar, della Difesa, Jumaa Enad Al Jibouri, e della Salute, Hani Musa Badir al-Aqabi

L'ambasciatore Maurizio Greganti con il ministro della Difesa dell'Iraq, Jumaa Enad Al Jibouri
L’ambasciatore Maurizio Greganti con il ministro della Difesa dell’Iraq, Jumaa Enad Al Jibouri

L’obiettivo principale dell’incontro con il ministro della Giustizia, tenutosi il primo febbraio, è stato quello di rafforzare le relazioni tra Italia e Iraq, in tutti i settori, ponendo la collaborazione giudiziaria sul primo piano.  

Il ministro Abdulsattar ha manifestato un sincero affetto nei confronti dell’Italia, visto il supporto dimostrato da quest’ultima nella lotta al terrorismo, problema duraturo e sempre presente nello stato iracheno. Alla luce di questa cooperazione, l’incontro è stato anche un’opportunità per ribadire e confermare la profonda amicizia che lega da anni i due Stati. Difatti, nel 2007, è stato sottoscritto un accordo di “amicizia, cooperazione e partenariato” tra l’Italia e l’Iraq, in vigore dal 2009. 

Il giorno precedente, l’Ambasciatore Greganti era stato ricevuto dal ministro della Difesa, per un confronto sulle strategie attuabili al fine di sviluppare ulteriormente le relazioni tra Italia ed Iraq. Il vertice del colloquio è virato sulla volontà condivisa di dar vita a un partenariato strategico fra i due Paesi per ciò che concerne la difesa.  

L'ambasciatore Greganti con il Ministro della Salute Hani Musa Badir al-Aqabi
L’ambasciatore Greganti con il Ministro della Salute Hani Musa Badir al-Aqabi

L’impegno italiano al fianco delle forze di sicurezza irachene nella lotta al terrorismo è stato più volte confermato in varie azioni militari: prima fra tutte la Coalizione anti-Daesh che ha assistito la liberazione di Mosul dalla presenza dei miliziani dell’ISIS. Un altro esempio di intervento italiano è stato la “NATO mission in Iraq” – o “NMI” – attiva dal 2018, una missione nella quale il ruolo italiano sta mutando e si sta evolvendo: l’Italia assumerà il comando della missione già a partire dai primi mesi del 2022. Si tratta della la più grande missione militare italiana all’estero. 

Nella stessa giornata, soltanto poche ore prima, aveva avuto luogo l’incontro con il ministro della Salute ed il suo vice Tawfeeq Waleed, per discutere degli aspetti sanitari della collaborazione italo-irachena. La sanità è infatti un settore che ha un’importanza cardine nel progetto di Cooperazione Italiana in Iraq

Militari italiani in Iraq
Militari italiani in Iraq

L’Italia lavora ormai da anni in collaborazione con le autorità dell’Iraq per permettere lo sviluppo di servizi specialistici del sistema sanitario locale, in modo da adeguarli agli standard internazionali ed alla crescente domanda regionale, dettata dai vari problemi interni presenti sul territorio iracheno ed aggravati dalla pandemia. L’Italia ha investito 22 milioni di dollari per migliorare la diagnostica oncologica ed i servizi chirurgici dell’Ospedale Pediatrico della città.  

La competenza delle Università e dei centri di ricerca italiani è da sempre riconosciuta ed apprezzata in Iraq ed il colloquio ha permesso al ministro Al-Aqabi di riconoscere l’impegno dello Stato italiano durante la diffusione del Covid-19, che ha aiutato l’Iraq attraverso la fornitura di materiale medico-sanitario e la donazione di dosi vaccinali

In questi giorni è atteso un secondo round di incontri, con i ministri degli Esteri e delle Risorse Idriche e con il segretario generale del Consiglio dei MInistri, Hamid Naim Al-Ghizi.