Ciao Fabrizio! Tu sei un esempio di italiano che ha avuto successo all’estero, trovando spazio in una realtà vibrante e variegata come quella di Dubai. Quale percorso ti ha condotto fino a qui?

Salve a tutti, grazie per le belle parole, ma credo che negli Emirati Arabi Uniti ci siano esempi di italiani di successo che hanno contribuito al prestigio del nostro Paese molto di più rispetto a me. Comunque sono lieto di far parte della comunità italiana, fatta in gran parte da professionisti in diversi settori, residente negli Emirati Arabi Uniti. Per quanto riguarda la mia esperienza, ho scelto di fare quello che ho sempre desiderato e lo sto facendo con passione, il che alla lunga paga sempre. Sono molto contento di aver scelto di lavorare nei due settori che amo: il turismo, nel settore pubblico, privato, svolgendo consulenze e docenze e infine come imprenditore, e il calcio con il progetto Juventus Academy.

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Fabrizio Puglisi,partner di Tourmeon, Tour Operator italiano a Dubai

Quando hai deciso di venire a Dubai lo hai fatto per un motivo particolare?

Sono arrivato negli Emirati circa dieci anni fa e in realtà la mia prima esperienza non è stata a Dubai, ma ad Abu Dhabi dove sono arrivato nel febbraio del 2012 grazie a uno stage presso il Millennium Hotel, nell’ambito del Master in Economia e Marketing del turismo e comunicazione del territorio della Luiss Guido Carli. Si trattava di una convenzione con il progetto FirstStep, all’epoca patrocinato dall’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi. Lo stage si è svolto presso il dipartimento Sales & Marketing dell’Hotel ed è durato sei mesi. Un’esperienza molto formativa, anche se poi ho deciso di non continuare nel settore dell’ospitalità e spostarmi a Dubai, dove è cominciata una nuova avventura. 

Cosa ti aspettavi quando ti sei trasferito? L’esperienza ha confermato le tue aspettative?

Pur avendo un percorso di formazione universitaria nell’ambito del Turismo, dieci anni fa non avevo ancora una profonda conoscenza del territorio. Nel primo periodo è stata una scelta di vita decidendo di avviare la mia carriera negli Emirati Arabi Uniti a Dubai, luogo che premia più di ogni altro impegno e dedizione. Volevo acquisire esperienze al fine di contribuire, un giorno, a migliorare il Paese che amo: l’Italia. Prima di Dubai ho vissuto in città come Roma, Londra e Vienna e posso confermare che è veramente difficile trovare una realtà così multiculturale.

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Questa città rappresenta perfettamente un esperimento (riuscito) d’incontro fra Oriente ed Occidente e, oltre alle sfide professionali, negli anni ho riscontrato che la qualità della vita negli Emirati Arabi Uniti è più alta di quanto mi sarei aspettato.  Altro fattore decisivo nella mia permanenza sono state le persone e gli amici che mi circondano da anni.  In una città grande e in continua evoluzione come Dubai non è cosa usuale, per cui mi ritengo molto fortunato.

Quali opportunità ti ha offerto la città, e quali invece sono state le difficoltà che hai dovuto affrontare?

Sicuramente una della più grandi soddisfazioni è stata quella di lavorare per ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo -rappresentando il mio Paese nel settore che è stato oggetto dei miei studi. Infatti, in seguito alla mia tesi e ad una mia precedente esperienza professionale svolta presso l’ufficio ENIT Vienna, è arrivata la chiamata dall’Agenzia Nazionale del Turismo per rinforzare l’Antenna ENIT Dubai. Una sfida entusiasmante durata circa due anni, durante i quali ho condotto attività di promozione del turismo italiano nel Medio Oriente, contribuendo ad incrementare i flussi turistici verso l’Italia e verso EXPO 2015 Milano.

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Fabrizio Puglisi insieme con alcuni giocatori del team Juventus Fan Club

L’altra mia grande passione, il calcio, mi ha portato anche ad essere tra i soci fondatori dello Juventus Official Fan Club UAE che, dal 2013, organizza numerose attività a favore del calcio italiano sul territorio emiratino, autofinanziandosi e senza scopo di lucro. Negli ultimi anni seguo il club in qualità di Consigliere. Nel 2015 ho inaugurato, insieme con il mio amico e socio Mohammed, il progetto Juventus Academy. I primi anni di lancio sono stati veramente duri e i sacrifici fatti in quegli anni hanno contribuito alla mia crescita personale e professionale. Quando abbiamo iniziato avevamo tante idee, un magazzino con dei palloni da gonfiare, un campo in affitto, 3 allenatori e 7 iscritti.

A distanza di 6 anni, grazie all’incredibile lavoro di professionisti e al supporto costante della Juventus, abbiamo 7 campi tra Dubai, Abu Dhabi e Ras Al Khaimah, oltre 1000 iscritti ogni stagione sportiva, piú di 30 tra allenatori e amministratori qualificati, per lo più italiani. Partecipiamo e/o organizziamo eventi importanti in Italia (Juventus Training Experience e World Cup), nel Golfo (MENA J League) e a Dubai (Globe Soccer Awards e JUAE Juventus Day), abbiamo vinto premi come miglior Academy del Medio Oriente agli SPIA Awards 2019, migliore Academy e miglior progetto sportivo (calcio) degli Emirati Arabi Uniti agli UAE Teen & Fitness Awards (2018 e 2019).  

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Tre futuri calciatori della Juventus Academy

Un grande amore, quello per la Juventus, che mi ha trasmesso mio padre. Il calcio è una passione che ho coltivato sin da piccolo, quando giocavo nella squadra del mio paese, la Torrenovese. Ho indossato la maglia rosanero dalla categoria ‘pulcini’ sino alla prima squadra e l’ultima partita è coincisa con la vittoria di un bellissimo campionato, del quale conservo un ricordo indelebile insieme ai miei compagni, all’allenatore, alla dirigenza e ai tifosi del mio splendido paese in Provincia di Messina.

Tu sei partner di Tourmeon, Tour Operator italiano a Dubai. Quali sono state le sfide poste dalla pandemia al business e alla città nel suo complesso?

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Durante i mesi di marzo e aprile abbiamo riscontrato un -97% di fatturato rispetto ai mesi precedenti, insieme al Team di Tourmeon, principalmente composto da italiani, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo implementato nuove strategie. Il nostro team ha intercettato nella naturale esigenza delle persone di superare lo stress dovuto a mesi di lockdown la possibilità di offrire un ventaglio di staycation selezionate per il mercato locale. Parallelamente, abbiamo fornito supporto all’Ambasciata d’Italia negli EAU e al Consolato Generale d’Italia a Dubai durante la gestione dei rimpatri. Quei mesi di assistenza volontaria ai connazionali sono stati molto complicati e sono particolarmente orgoglioso del nostro Team per il grande lavoro svolto.

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Tourmeon è Ticketing Reseller ufficiale di EXPO 2020

Nonostante la pandemia siamo ancora un punto di riferimento per tante Agenzie di Viaggio, Enti pubblici e privati e aziende per i viaggi da e verso il Medio Oriente e siamo stati nominati Ticketing Reseller ufficiali di EXPO 2020, avvalendoci di un team di otto persone. Nonostante le recenti restrizioni, stiamo lanciando tantissime novità come il nostro sito web, disponibile anche in lingua italiana, e i canali Linkedin, Facebook e Instagram. La pandemia è stata gestita in maniera lungimirante da Sua Altezza lo sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che ha adottato una serie di misure precauzionali per garantire la salute e la sicurezza di tutti e contribuire agli sforzi locali e internazionali, posizionandosi come centro di eccellenza nel contenimento del virus. Proprio in quest’anno, la città ha vinto la prima edizione dei Country Brand Awards nella categoria “promozione turistica” grazie alla sua abilità nel costruire un forte marchio nazionale legato al turismo.

Cosa pensi dei rapporti tra Italia ed Emirati? Quali sono i punti di forza e quali gli aspetti da migliorare o che offrono opportunità non ancora esplorate?

L’Italia è stato il primo tra i Paesi del G7 a confermare ufficialmente la partecipazione all’Expo 2020 di Dubai. Ho avuto il piacere di assistere a diverse presentazioni del Commissario Glisenti: il nostro padiglione è già un punto di riferimento importante all’Esibizione Universale, la arricchisce di contenuti e rappresenta perfettamente l’eccellenza italiana grazie alle numerose iniziative a carattere scientifico, culturale e artistico a sostegno delle finalità dell’evento. A oggi sono circa 50 i partner del Padiglione italiano. Le relazioni bilaterali tra l’Italia e gli Emirati Arabi sono ottime e le Istituzioni del Paese, coordinate dall’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi, guidata dall’Ambasciatore Nicola Lener, stanno facendo un grande lavoro a tutti i livelli. Anche in seguito alla pandemia, siamo il terzo maggior partner commerciale degli Emirati Arabi Uniti in Europa e stiamo scalando posizioni, con interessi comuni, per quanto riguarda la cooperazione politica e quella economica.  

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Padiglione Italia all’Expo Dubai 2020

Vedi il tuo futuro per sempre a Dubai?

A breve comincerà EXPO Dubai, il primo grande evento che metterà insieme la comunità internazionale dopo la pandemia. Saranno presenti oltre 190 Paesi e si parlerà di opportunità, mobilità e sostenibilità, temi molto interessanti e attuali. Nell’immediato, tutti non vediamo l’ora di ripartire e sicuramente desidero rimanere per tanti anni in questa città e continuare a far crescere le mie attività. Detto questo, durante i primi anni tornare raramente in Italia e non vedere la mia famiglia pesava parecchio e ad essere sincero non credo che riuscirò mai a colmare questa mancanza del tutto. Negli ultimi anni sono riuscito a volare a casa con più regolarità ma mai in effetti quanto vorrei. L’Italia, la mia casa, la mia famiglia e i miei amici mi mancano sempre di più, ma al momento ho trovato un compromesso accettabile.

Data la tua esperienza, cosa consiglieresti ad un giovane italiano che volesse tentare la fortuna all’estero o proprio a Dubai?

In generale consiglierei di credere nella marcia in più che noi italiani possediamo, avere perseveranza, voglia di mettersi in gioco e continuare a crescere ogni giorno. Negli Emirati Arabi Uniti c’è sempre bisogno di gente in gamba che ha voglia di lavorare con passione e di migliorare la propria posizione senza scorciatoie, rispettando sempre chi sta intorno e le opportunità che vengono offerte. Tuttavia, consiglierei di non fare il passo più lungo della gamba perché, da queste parti, ho visto troppa gente bruciarsi per scelte azzardate. Ci vogliono impegno e costanza continue per costruirsi una reputazione ma, di contro, è molto facile consumarla in fretta.