Si è spenta oggi, a Milano, Carla Fracci, l’étoile assoluta della danza mondiale, musa ispiratrice de “La danzatrice stanca” di Eugenio Montale. Il simbolo della Scala di Milano avrebbe compiuto 85 anni ad agosto. Di umili origini, figlia di un tramviere, Carla Fracci è riuscita a conquistare con le sue linee soavi e la sua delicatezza un pubblico internazionale, dai più grandi ai più piccoli, esibendosi nei teatri più prestigiosi del mondo, ma anche nelle occasioni più popolari per avvicinare tutti alla sua arte.

Carla Fracci
Carla Fracci, étoile della danza mondiale

“Il Teatro, la città e la danza perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo” ha scritto la Scala in un comunicato stampa annunciando la sua morte. Fino agli anni ’70, Carla Fracci aveva lavorato con diverse compagnie straniere – come il London Festival Ballet, Royal Ballet, Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet – ma dagli anni ’80 aveva deciso di rimanere fedele alla sua Italia, dirigendo il corpo di ballo del San Carlo, poi dell’Arena di Verona e, in ultimo, dell’Opera di Roma.

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Carla Fracci, Lago dei Cigni (1974)

Eppure tutto è iniziato per caso, all’età di dieci anni: quando ha iniziato a muovere i primi passi nella famosa scuola di danza della Scala, su suggerimento di una coppia di amici dei genitori, la giovane Carla Fracci non avrebbe mai pensato di diventare la regina indiscussa della danza. “[..] All’inizio non capivo il senso degli esercizi ripetuti, del sacrificio, dell’impegno totale mentale e fisico sino al dito mignolo […] aveva raccontato in un’intervista facendo riferimento a quando il coreografo Margot Fonteyn, in una pausa, le si era avvicinato e le aveva corretto la posizione del dito mignolo appunto.

La sua carriera inizia con un colpo di fortuna, un anno dopo essersi diplomata. Era il dicembre del 1955 e alla Scala era in scena “Cenerentola”, interpretata dall’ètoile dell’Opera di Parigi, Violette Verdy, che però decide di rinunciare ad alcune recite. La Fracci, così, la sostituisce in un debutto trionfale il 31 dicembre ’55. Da lì la sua carriera non si è più fermata, una continua ascesa che l’ha vista esibirsi con grandi partner – adatti alla sua altezza – come Nureyev, Miskovich e Vassiliev.

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Carla Fracci insieme ad una piccola ballerina

Quella stessa passione e amore per la danza, che le avevano permesso di girare il mondo, e la consapevolezza di tutto il sudore e i sacrifici necessari a riflettori spenti in sala prove, l’avevano portata ad avvicinarsi ai giovani ballerini futuro della danza e all’amata attività didattica. Il 28 e 29 gennaio scorso, infatti, aveva tenuto una masterclass con i protagonisti del balletto Giselle andata in streaming sui profili della Scala e ancora disponibile su Raiplay.