Firmata l’intesa tra l’Italia e la Repubblica del Congo per aumentare le forniture di gas. Prosegue così il tour italiano in Africa alla ricerca di alternative alla Russia. Prossima tappa, il Mozambico.


Di Maio e Cingolani con il Presidente della Repubblica del Congo, N'Guesso
Di Maio e Cingolani con il Presidente della Repubblica del Congo, N’Guesso

Il “tour del gas” africano portato avanti nelle ultime settimane dalle istituzioni italiane, prosegue con due tappe fondamentali: Angola e Repubblica del Congo.

L’offensiva diplomatica, guidata dal ministro degli Esteri Di Maio e dal Presidente del Consiglio Draghi, ha intessuto una fitta rete di incontri e accordi con diversi paesi del continente africano, con l’obiettivo di trovare alternative al gas russo e ridurre così la dipendenza energetica dell’Italia dalle risorse di Mosca.

In un articolo recente avevamo raccontato della visita di Draghi in Algeria e della conseguente firma di un accordo che dovrebbe quasi duplicare le forniture di gas all’Italia, sostituendo da solo circa un terzo del gas che l’Italia importa, ad oggi, dalla Russia.

Sebbene il gigante nordafricano sia sicuramente protagonista del piano italiano, sia per capacità di produzione sia per vicinanza geografica e “politica”, l’Italia si è rivolta anche ad altri importanti produttori regionali, alcuni già affermati (come l’Egitto) ed altri (Angola e Congo) che hanno il potenziale per divenire fornitori chiave per i paesi europei, anche nell’ottica di una transizione energetica basata sul gas quale fonte energetica, appunto, di transizione.

Draghi con il Presidente dell'Algeria Tebboune
Draghi con il Presidente dell’Algeria Tebboune

La firma dell’accordo con la Repubblica del Congo è avvenuta ieri. La lettera d’intenti è stata firmata dal ministro degli Idrocarburi della Repubblica del Congo, Bruno Jean Richard Itoua, e dall’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, alla presenza del ministro degli Esteri della Repubblica del Congo Jean-Claude Gakosso, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, a Brazzaville.

In particolare, l’intesa prevede “l’accelerazione e l’aumento della produzione di gas in Congo, in primis tramite lo sviluppo di un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) con avvio previsto nel 2023 e capacità a regime di oltre 3 milioni di tonnellate all’anno (oltre 4,5 miliardi di metri cubi / anno). L’export di GNL permetterà di valorizzare la produzione di gas eccedente la domanda interna congolese”. Lo rende noto l’Eni in una nota.

La Repubblica del Congo ed Eni, spiega il gruppo energetico, “hanno anche concordato la definizione di iniziative di decarbonizzazione per la promozione della transizione energetica sostenibile nel Paese, in particolare negli ambiti delle energie rinnovabili, dell’agricoltura con lo sviluppo di una filiera agricola per la produzione di feedstock per la bioraffinazione, la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste, l’adozione di sistemi di clean cooking, la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio della Co2“.

L'accordo sul gas in Congo. ANSA/ANGELO CARCONI
L’accordo sul gas in Congo. ANSA/ANGELO CARCONI

La partnership tra Italia e Congo viene da molto lontano. Con la tappa odierna qui si conclude una missione molto importante per il governo italiano in questa regione. L’aggressione russa ha portato l’Italia a diversificare le proprie fonti. È obiettivo prioritario per l’Italia ridurre la nostra dipendenza dal gas russo” ha affermato il ministro degli Esteri Di Maio. “Stiamo costruendo nuovi accordi. Puntiamo a mitigare i costi energetici per le famiglie e abbiamo un piano di sicurezza energetica“. 

La tappa congolese, come già detto, segue di un giorno quella, altrettanto importante, in Angola. A Luanda era previsto l’arrivo di Draghi, rimasto però a Roma dopo essere risultato positivo al Covid. Di Maio e Cingolani hanno così sostituito il premier. Le autorità italiane e angolane hanno sottoscritto una Dichiarazione d’intenti per sviluppare nuove attività nel settore del gas naturale, dirette anche ad aumentare l’export verso l’Italia, e per attuare progetti congiunti a favore della de-carbonizzazione e transizione energetica dell’Angola.

Oggi abbiamo raggiunto un altro importante accordo con l’Angola per l’aumento delle forniture di gas. A un mese esatto dalla mia prima visita in Angola, si conferma l’impegno dell’Italia a differenziare le fonti di approvvigionamento energetico”, ha commentato Di Maio.

Dichiarazioni alla stampa dopo la firma dell'accordo in Angola
Dichiarazioni alla stampa dopo la firma dell’accordo in Angola

Si tratta di un importante accordo che dà impulso alla partnership fra Italia e Angola nei settori delle rinnovabili, dei biocarburanti, del GNL e della formazione in ambito tecnologico ed ambientale”, ha dichiarato invece Cingolani. “Non solo un passo avanti nella diversificazione delle sorgenti di gas, ma anche un’importante contributo al sostegno della transizione ecologica globale”.

L’obiettivo dichiarato è quello di sostituire il 50% delle importazioni dalla Russia già il prossimo anno. Secondo Cingolani, l’Italia potrà slacciarsi quasi completamente da Mosca in 18 mesi. “Entro il secondo semestre dell’anno prossimo potremo cominciare veramente ad avere una quasi totale indipendenza”, ha concluso il ministro.