Pochi giorni fa, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un video messaggio alla Conferenza delle Accademie Nazionali dei Paesi del G20, aveva annunciato che avrebbe presieduto “una riunione ministeriale del G20 dedicata all’Afghanistan in vista del vertice straordinario tra leader annunciato dal presidente del Consiglio”. La riunione si è tenuta ieri, con la partecipazione del Segretario dell’ONU Antonio Guterres, così come di tredici agenzie specializzate dell’ONU, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Sono stati invitati a partecipare anche Spagna, Paesi Bassi, Singapore e Qatar.

Di Maio ad una riunione sull’Afghanistan presieduta da USA e Germania
Di Maio ad una riunione sull’Afghanistan presieduta da USA e Germania

La situazione in Afghanistan è la più attuale testimonianza dell’esigenza di risposte coordinate e coese a sfide complesse” ha detto Di Maio, ribadendo che “l’Italia, come presidente del G20, ritiene che questo foro sia una piattaforma importante per coadiuvare gli sforzi della comunità internazionale con l’ONU in prima fila nella definizione di un approccio condiviso ed efficace per affrontare questa crisi“. 

Già da agosto la diplomazia italiana si è attivata con l’obiettivo di organizzare una riunione straordinaria del G20 dedicata alla questione afghana. Un’impresa non facile, vista la complessità degli interessi in gioco, i veti incrociati e la ritrosia della Cina a coinvolgere il G20, un forum essenzialmente economico, in un dibattito squisitamente politico.

La mossa dell’Italia è infatti, come scrive Emanuele Rossi su Formiche, quella di cercare di elevare “la crisi afghana (che ha potenzialità di carattere securitario e pone sfide in politica estera) a occasione di dialogo largo”. Le preoccupazioni riguardano i diritti umani e il rischio terrorismo, ma anche le difficoltà economiche dell’Afghanistan e il connesso tema della gestione dei profughi, che ha già creato divisioni all’interno dell’Unione Europea.

Di Maio alla frontiera di Torkham, tra Pakistan e Afghanistan
Di Maio alla frontiera di Torkham, tra Pakistan e Afghanistan

Una riunione straordinaria dei 20 leader sull’Afghanistan permetterebbe all’Italia di ritagliarsi un ruolo di primo piano in questo dossier, dando mostra della maturità e di capacità degne di una media potenza e qualificandosi come partner cruciale per l’alleato americano, su un tema rispetto al quale Washington è in difficoltà. 

Al contempo, l’Italia potrebbe chiudere la sua presidenza, finora non particolarmente brillante, lasciando il segno. Tuttavia, trasformare il G20 in un foro di dibattito politico a livello internazionale non suscita entusiasmo in tutte le capitali. Le rivalità regionali tra stati come Pakistan e Iran, attori importanti nel contesto afghano, e membri di peso del G20 come India e Arabia Saudita, complicano ulteriormente le cose. Il successo, insomma, è tutto fuorché assicurato.

Nel frattempo, in attesa che i meccanismi spesso lenti della diplomazia diano i loro frutti, Di Maio non ha perso tempo, dando mostra di un discreto attivismo internazionale sulla questione afghana. Lo scorso 3 settembre, il Ministro si è recato in missione in Uzbekistan, Tajikistan, Qatar e Pakistan. Nel corso delle visite ai Paesi limitrofi dell’Afghanistan, Di Maio ha affrontato, come si legge in una nota stampa della Farnesina “gli sviluppi più recenti, anche in un’ottica di stabilità regionale” e con un occhio particolare “alla questione dei rifugiati e sfollati”, in fuga verso i territori dei paesi vicini ora che l’operazione di evacuazione gestita dalle truppe occidentali si è fermata.

Afghanistan: Di Maio con l’Emiro del Qatar Sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani
Di Maio con l’Emiro del Qatar Sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani

La tappa in Qatar, invece, è stata l’occasione per “ringraziare le autorità locali per la fondamentale assistenza fornita all’Italia nelle operazioni di trasferimento dall’Afghanistan”. Gli incontri con le autorità qatariane sono serviti però soprattutto a rafforzare il canale di dialogo con il paese che già da qualche anno i talebani hanno eletto a centro dei loro rapporti con la comunità internazionale. Del resto, le negoziazioni che avevano portato all’accordo storico tra Talebani e Stati Uniti, dando il via al ritiro americano dal paese, si erano svolte proprio in Qatar. Non stupisce dunque l’annuncio dello spostamento dell’ambasciata di Kabul proprio a Doha, come lo stesso Di Maio ha annunciato nel corso della sua visita.

La riunione dei ministri degli Esteri del G20 tenutasi ieri alle Nazioni Unite sembra avere raccolto i primi frutti dell’impegno italiano. L’Italia sta dunque provando conquistarsi un posto al tavolo delle decisioni importanti. Un G20 sull’Afghanistan dall’esito positivo rappresenterebbe un successo diplomatico non da poco. Resta da vedere se Draghi e Di Maio sapranno giocare bene le loro carte, e soprattutto se le circostanze glielo permetteranno.