Lo scorso 6 ottobre, l’Istituto Italiano di Cultura (IIC) di Abu Dhabi ha aperto le sue porte al pubblico.  

L’inaugurazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi

L’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi è il primo e unico polo culturale italiano nella regione del Golfo situato nell’area di Al Bateen ad Abu Dhabi; un edificio di tre piani con all’interno uno spazio polifunzionale dove saranno ospitati vari eventi e attività per la promozione e la formazione dell’arte e della cultura italiana

In vista di questa importante apertura, Nicola Lener, Ambasciatore d’Italia negli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che “il rafforzamento dei legami economici e culturali tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti è il nostro obiettivo principale. In effetti, abbiamo avuto scambi in vari campi sin dagli anni ’60. Siamo entusiasti all’idea di condividere il nostro patrimonio attraverso una piattaforma culturale, e la creazione dell’Istituto Italiano di Cultura si pone a testimonianza di come il paese si faccia portavoce del valore della tolleranza – abbracciando le diverse culture che compongono il tessuto sociale degli Emirati Arabi Uniti”.   

Ida Zilio-Grandi, direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi
Ida Zilio-Grandi, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi

La missione dell’Istituto Italiano di Cultura sarà quella di promuovere la conoscenza, la comprensione e l’apprezzamento del patrimonio italiano e della cultura contemporanea. Attraverso eventi educativi e culturali nel campo dell’arte, della musica, della letteratura di carattere accademico, l’obbiettivo è quello di creare un ponte tra la cultura italiana e quella emiratina, rafforzando il legame tra i due Paesi. 

A dirigere l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi è Ida Zilio-Grandi, docente di Islamologia, Lingua araba e Relazioni e politiche internazionali all’università Ca’ Foscari Venezia.

“Con l’apertura dell’Istituto, avviamo anche una cultura della condivisione con la speranza di avvicinare i diversi membri di una società multiculturale, multietnica e poliglotta. Per fare ciò, la comprensione è fondamentale perché vogliamo che si sviluppi una connessione significativa tra i componenti della società”, ha commentato Zilio-Grandi, che è stata nominata nel suo ruolo già nel 2019. “L’Istituto è una piattaforma per mostrare il legame tra italiani e arabi, e il modo in cui la nostra ricca storia ci colleghi entrambi. Quale modo migliore per comprendere la cultura degli altri se non attraverso le arti?”. 

L'artista Fabrizio Plessi con la sua installazione
L’artista Fabrizio Plessi con la sua installazione artistica

Protagonista di questa nuova apertura al pubblico, è la mostra di Fabrizio Plessi, primo italiano a sperimentare la videoarte. La mostra si intitola “IL MURO DIGITALE DI PLESSI”. L’esposizione della mostra è composta da cinque installazioni video su schermi TV indipendenti che presentano l’acqua come elemento vitale, trasmettendo un messaggio di speranza e di felicità.

L’artista descrive il flusso continuo della vita attraverso l’elemento acquatico nonostante conflitti e interruzioni. Spingendo i confini tra arte e scienza attraverso l’arte digitale, Plessi cerca di umanizzare la tecnologia trovando un equilibrio tra la coscienza storica dell’uomo e le nuove tecnologie che occupano un posto sempre più importante nella nostra vita quotidiana.